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Economia 15/12/2005
Wto: Ong italiane criticano proposte Ue per i paesi poveri

 

Alcune Ong italiane, tra cui le italiane Roba e Campagna per la riforma della Banca mondiale, hanno criticato le proposte di merito della Ue in relazione al tanto discusso "Pacchetto di sviluppo" per i Paesi più poveri. Parlano di "fumo negli occhi" per mascherare i reali obiettivi dei paesi sviluppati nel Doha round. In cambio di misure insufficienti e dannose, si cerca di imporre cambiamenti sostanziali nelle modalità negoziali dell'accordo sui servizi, annullando le flessibilità sino ad ora garantite ai vari Paesi. Un altro obiettivo strategico della Ue nell'avanzare le sue proposte in merito alle misure del pacchetto di sviluppo è quello di cercare di spostare la responsabilità dell'impasse negoziale ad altri Paesi sviluppati, che non concordano sulle modalità di erogazione dei presunti aiuti. Ma le proposte Ue, in realtà, non contengono effettivi nuovi impegni.

Queste le critiche avanzate dalle Ong:

1. In materia di accesso al mercato: eliminazione dei dazi e delle quote tariffarie. È da dimostrare che queste misure verranno implementate e quali regole di origine saranno previste. Il programma Ue "Everything-But-Arms" ha dimostrato chiaramente che i Paesi poveri non hanno sufficienti capacità di offerta per godere effettivamente di tale misure di esenzione. Ciò dimostra quanto in realtà tali misure non avranno un costo per i Paesi sviluppati.
2. In materia di trattamento speciale e differenziato e implementazione. Oltre 90 articoli compongo il dossier sull'implementazione degli accordi Wto, mentre 80 sono gli articoli di quello del trattamento speciale e differenziato. Ma niente verrà fatto prima di quattro anni e solo 5 articoli relativi a misure a vantaggio dei Paesi più poveri sono attualmente discussi. È veramente niente!
3. In materia di accesso ai farmaci. L'accordo finale, che ha integrato nel Trips l'emendamento operativo dalla vigilia di Cancun, ha di fatto istituzionalizzato una sistema insufficiente e inefficacie.
4. In materia di aiuto al commercio. Questo denaro è stato promesso un sacco di volte. Non si tratta di nuovi impegni, bensì dello spostamento di fondi da altri programmi.
5. In materia di erosione delle preferenze. Si tratta di un impegno a risolvere un problema che coinvolge in prima persona la stessa Ue.
6. In merito al cotone. Sui tema la Ue ha un atteggiamento semplice, in quanto le permette di spostare l'attenzione da altri prodotti più di interesse come le banane e lo zucchero.

Fonte: Tradewatch 
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